Organizzato dall'Associazione Metropolis e da Puglialibre - Libri a Km 0, con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Triggiano

domenica 17 giugno 2012

I fabularasa

I Fabularasa si esibiranno in concerto sabato 30 giugno alle 22,30.

Fabularasa: il Jazz ha trovato le parole

Fabularasa è un laboratorio artigianale di suoni, musiche e versi aperto a Bari dal febbraio 2004. Canzoni schiette, levantine, alla cui confezione i quattro musicisti del gruppo (Luca Basso - parole; Vito Ottolino - chitarre; Poldo Sebastiani - basso elettrico, loop station - Giuseppe Berlen - batteria e percussioni; ) si dedicano con perizia quasi sartoriale.
È una musica “fatta a mano”: essenze di jazz e sonorità mediterranee a vestire una nuove idea di canzone d’autore, corsiva e corsara.
I materiali adoperati sono anche un marchio di fabbrica: la trama suadente del basso, l’ordito agile delle chitarre, ritmiche robuste e solari e un ricamo di parole ricercate e appassionate.
Una ricerca che è sia musicale che letteraria. Non è un caso infatti che scrittori importanti come Dacia Maraini, Michele Serra e Fernanda Pivano, abbiano speso commenti lusinghieri per i testi di Luca Basso (lo “scrittore che canta” Antonella Gaeta, Repubblica).

I musicisti

Luca Basso - parole
Vito Ottolino - chitarra
Leopoldo Sebastiani - basso elettrico, loop station
Giuseppe Berlen - batteria, percussioni

Luca Basso - parole

Con i Funambolici Vargas, ensemble del quale è stato volto, voce e autore, ha tenuto concerti in tutta Italia, inciso un album, “Canzoniere Copernicano” (dfv - EMI, 1999), collezionato premi (Club Tenco 98, Silvi Marina Cant’autori 98 tra gli altri), segnalazioni (Premio Ivan Graziani – Teramo 1998, Biennale dei Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo - Roma 1999, Enzimi – Roma 2001), e collaborazioni prestigiose (con Antonio Marangolo e Lilli Greco tra gli altri).
Dal’96 collabora come autore con i Folkabbestia firmando ad oggi per loro circa una ventina brani.
Il brano La fuga in fa, scritto da Luca ed eseguito dai Folkabbestia è stato inserito nella colonna sonora del cortometraggio "Alcuni buoni motivi per cui non bisognerebbe (mai) fare l'attore".
Ha studiato canto con Rosanna Santamaria e Gabriella Schiavone e collabora con la pianista Claudia Mastrorilli.
Ideatore di produzioni musicali (tra queste “Come i gigli nei campi”, concerto collettivo dedicato a Pasolini) e reading, laureato in Lettere con una tesi su Albert Camus; oggi scrive quello che gli viene (racconti, poesie e soprattutto canzoni a decine) un po’ dove gli capita.

Vito Ottolino – chitarre

Inizia a suonare la chitarra a dieci anni imparando i primi accordi dal padre. Molto presto cominciò a manifestare un irrefrenabile interesse per generi musicali molto diversi (dalla musica brasiliana al blues acustico, al fingerstyle, al rock...) e quindi per vari stili e tecniche chitarristiche, una sorta di eclettismo musicale che avrebbe in seguito segnato il suo percorso artistico.
Si è diplomato presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari col massimo dei voti e la lode. In seguito ha frequentato varie masterclasses (O. Ghiglia, M. Barrueco, Sergio e Odair Assad, ed altri importanti chitarristi italiani), ha partecipato a diversi concorsi chitarristici nazionali vincendone alcuni e ha tenuto concerti in ambito classico sia come solista che in duo chitarra violino. Contemporaneamente agli studi classici dal ’88 al ’98 ha continuato a suonare musica leggera accompagnando in tournèe diversi cantanti di fama nazionale, che hanno partecipato al Festival di Sanremo. Attualmente insegna chitarra nella scuola media ad indirizzo musicale e continua a suonare in diverse formazioni (dal classico, al jazz, al pop, ecc.) ed ascolto tutta la musica possibile trovando ovunque qualcosa di bello, e quella irresistibile, incoerente, bulimica, fantastica passione per tutti i generi musicali che sentiva da bambino, quella non gli è mai passata...  

Leopoldo Sebastiani - basso elettrico, loop-station

Musicista di lungo corso, di estrazione jazz, conclusi gli studi (diplomi in chitarra classica e musica jazz presso il conservatorio “N. Piccinni” di Bari), intraprende un’intensa attività concertistica con diverse formazioni. Nel suo curriculum collaborazioni prestigiose (Flavio Boltro, Maurizio Giammarco, Mark Murphy, Christian Meyer, Manhu Roche, Barbara Casini) e una nutrita discografia, nella quale si segnalano gli album da solista “Chaplin” (Philology, 2002) e “Night (Dodicilune 2008). Da segnalare la lunga collaborazione intrapresa con il flautista Nicola Stilo, che lo coinvolge nell'estate del 2003 per un tour con il chitarrista/compositore brasiliano Toninho Horta. Il sodalizio artistico tra i due giunge a compimento nell'album "Immagini" (Alfamusic 2006), laddove sovente è chiamato ad assolvere un ruolo non di mero accompagnatore ma di armonizzatore e contrappuntista. Docente di chitarra nelle scuole medie a indirizzo musicale, turnista negli studi di registrazione, collabora con l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e, sul fronte didattico, con la rivista GUITAR CLUB, di cui cura dal 2005 la rubrica didattica "disegni di basso".

Giuseppe Berlen - batteria, percussioni

Inizia a studiare batteria a dieci anni, a sedici ottiene i primi ingaggi. Si diploma in strumenti a percussione e musica jazz al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari e negli anni novanta partecipa ai più importanti Festival nazionali e internazionali di Musica Jazz, registrando numerosi dischi e collaborando con numerosi solisti tra cui: Steve Lacy, Evan Parker, Sara J.Morris, Luis Bacalov, Flavio Boltro, Bruno Tommaso, Paolo Fresu, Paolo Damiani, Gianluigi Trovesi, Maurizio Giammarco.
Negli ultimi anni ha affinato il suo stile personale attraverso la ricerca di timbri e ritmi provenienti dai paesi del Mediterraneo e l’incontro con musicisti africani, greci, algerini.
Tra le tante collaborazioni in ambito world music: Kalinda Mukalà, Shikisha, X-Darawish, Teresa De Sio, Eugenio Bennato. Insegna batteria jazz e batteria pop presso i conservatori di Bari, Cosenza, Sassari e Trieste. È endorser Ufip e Acustica.

Dal sito ufficiale dei Fabularasa.

Magniphik

Giuseppe Magnifico, in arte Magniphik, illustrerà il match letterario Dostoevskij vs Bukowski che si terrà sabato 30 giugno alle 21,30.

Bambino durante gli anni ’80 nella provincia barese (Acquaviva delle Fonti, ventiquattromila anime e nessun cinema), si circonda di personaggi disegnati (sempre meglio). Da liceale è poco interessato alle formule matematiche che gli propinano, tuttavia si guadagna la maturità scientifica mentre è alle prese con l’abbellimento dei diari di compagni (e compagne: il disegno tira).

Nel 2002 è strappato al dilettantismo con un corso di fumetto e computer-grafica a Bari; dal 2006 al 2008 l’«Eco di Acquaviva», il settimanale del suo paese, gli regala la notorietà pubblicando le sue vignette e strisce.
Partecipa a svariati concorsi per giovani fumettisti ottenendo anche alcune gratificazioni: viene selezionato tra i migliori al ‘Premio Pietro Miccia’ nel 2004 e vince il Premio Web per l'illustrazione più votata nel concorso ‘Premio Giunchiglia Epoch’ (2008).
Fra un disegno e l’altro, trova il tempo di laurearsi in Giurisprudenza nel 2009, senza ancora ben capire chi glielo abbia fatto fare.

Nel 2010, libero da studi estranei al disegno, la sua dedizione produce i frutti attesi: si classifica 1° alla XX edizione del concorso di illustrazione per l'infanzia ‘Immagini per una favola’ di Pasiano (Pordenone).

Nel 2011 si riconferma vincitore nella II edizione  del concorso nazionale di illustrazione "IllustraRodari" di Siano (Salerno)


Migliorando sempre più nel campo dell'illustrazione e del fumetto punta a conquistare anche il mondo dell'animazione.
I supereroi non dormono mai. 

Il suo blog
La sua pagina Facebook

Niccolò Agrimi

Niccolò Agrimi parteciperà al match letterario Dostoevskij vs Bukowski sabato 30 giugno alle 21,30, prendendo le parti di Bukowski.

Niccolò Agrimi è nato in un paesino dell’Abruzzo alla fine del secolo scorso e vive in un altrettanto piccolo paese della Puglia.
Laureato in Filosofia con studi su R. Rorty, M. Heidegger e L. Wittgenstein, è stato dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Bari, dove ha studiato e scritto del pensiero di J. Derrida. Le sue tesi sono gelosamente custodite presso il polveroso e mal frequentato Dipartimento di Filosofia della medesima università. Ha vissuto a Parigi per motivi accademici, ma per troppo poco tempo e senza conoscere né imparare una sola parola di francese. Nei dieci anni di studi universitari si è salvato dal baratro dell’accademia facendo il cameriere, il raccoglitore di olive, il musicista da strapazzo e andando a infastidire la gente citofonando per lasciare volantini promozionali. Non è mai comparso in televisione né ha mai fatto sport. Si dedica alla scrittura nelle sue varie forme, anche quelle più alte e complesse come la lista della spesa. Ha sempre letto, ma non sempre gli è capitato di leggere qualcosa che lo appassionasse realmente. Ci sono ovviamente delle eccezioni: Borges, Bukowski, Landsdale, Westlake, Gutiérrez, Richler, Bunker, Ellroy, Nove, Bellow e altri che non ricorda. Da tempo preferisce la finzione alla realtà.

Agrimi ha esordito con la raccolta di racconti Sgualciti dalla vita. Racconti nudi e soprattutto crudi (Stilo Editrice).

Pur mantenendo la loro autonomia, questi racconti compongono un quadro d’insieme che è contemporaneamente rappresentazione della società e fisiologia del destino individuale; Niccolò Agrimi scava nelle profondità viscide putrescenti dell’umanità e ne viene fuori con un sorriso amaro e una sconsolata alzata di spalle. Anonimi, reietti, amanti delusi, vittime e carnefici, i suoi personaggi sbattono la faccia contro la realtà raggirati da un fato maligno, beffardo, e ciascuno adotta una strategia diversa per giungere al termine del match: rispondere colpo su colpo o esporre il viso sino a perdere coscienza.
Senza infingimenti né orpelli retorici, il suo stile è crudo, provocatorio e drammatico al punto da lambire talvolta il grottesco e strapparci un ghigno, quello del condannato a vivere.

Marco Caratozzolo

Marco Caratozzolo parteciperà al Match letterario Dostoevskij vs Bukowski prendendo le parti di Dostoevskij sabato 30 giugno alle ore 21,30.

Marco Caratozzolo, ricercatore, insegna Lingua e letteratura russa presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ ed è autore di vari saggi sulla letteratura della tarda avanguardia e dell’emigrazione russe. Da anni collabora, nell’ambito di ricerche sull’Ottocento e il Novecento russo, con i proff. Rosanna Casari, Ugo Persi e Maria Chiara Pesenti, che insegnano Lingua e letteratura russa alla Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Bergamo, presso la Cattedra di Slavistica istituita nel 1968 da Nina Kauchtschischwili. Ha curato il volume Dostoevskij e la tradizione (Stilo Editrice).

Il libro, Dostoevskij e la tradizione (Stilo Editrice).
Gli studi contenuti nella presente raccolta si propongono di approfondire il rapporto tra l’opera di Dostoevskij e la tradizione, intesa come l’insieme di quegli antichi testi e modelli culturali (gli archetipi, i miti, le sacre scritture, i poemi omerici) che sono stati alla base della formazione dello scrittore e hanno trovato un significativo riflesso nella sua scrittura. Gli autori intendono mostrare come questa enorme ricchezza di conoscenze ed esperienze abbia portato Dostoevskij a porsi il problema dell’attualizzazione dei modelli antichi e, in un continuo gioco con il passato ‘perduto’, ad auspicare un futuro migliore.

Carmine Castoro

Carmine Castoro parteciperà alla tavola rotonda 'Virtù e nuovi media' sabato 30 giugno alle 20,00.

Carmine Castoro, giornalista professionista, è stato collaboratore e inviato per quotidiani e magazine nazionali e come autore televisivo ha firmato numerosi programmi per il palinsesto notturno della RAI e per canali Sky. Studioso ed esperto di “fenomeni estremi”, ha dedicato molti reportage a: trasgressione, prostituzione, manicomi, droga, malasanità, psicosette, devianze giovanili, pedofilia, logica della comunicazione televisiva. È inoltre autore delle monografie Roma erotica (Castelvecchi, 1997) e Crash Tv. Filosofia dell’odio televisivo (Coniglio 2009). Attualmente si occupa di filosofia e media per quotidiani nazionali e per il settimanale «Il Futurista».

Il libro, Maria de Filippi ti odio, CaratteriMobili
 
Il Dolore, la Fama, il Talento, l’Amore, l’Amicizia, sono alcuni dei valori su cui Maria De Filippi ha fondato il successo di trasmissioni come C’è Posta per te, Amici, Uomini e Donne, Italia’s Got Talent. Ma su quale principio di “realtà” si fondano? A quale modello di individuo parlano? Quali effetti provocano su un pubblico anagraficamente sempre più trasversale?
Nessun pregiudizio personale, meschinità o moralismo contro la carriera e i format della famosa conduttrice. Ma una critica al vetriolo sulle logiche di retrovia, i meccanismi di falsificazione, i linguaggi di massa, il grande inganno dell’intrattenimento “facile” che hanno trasformato i suoi format in centri di raccolta e smistamento delle nostre identità, sempre più bisognose degli scintillii della televisione per consistere e sopravvivere di fronte all’anonimato dilagante.
Maria De Filippi ti odio è il tentativo di scardinare, con il grimaldello della filosofia, la grammatica di certi programmi di grande audience, visti come epicentro di un immaginario televisivo ormai anacronistico, devastante, da sostituire con un nuovo modo «ecologico» di pensare l’uso e l’impatto dei media sulle nostre vite già fin troppo spettacolarizzate.

Tommaso Montefusco

Tommaso Montefusco parteciperà alla tavola rotonda 'Virtù e nuovi media' sabato 30 giugno nel corso dell'Antifestival, insieme a Diego Fontana e Carmine Castoro, con la moderazione di Maria Grazia Bonavoglia.

Tommaso Montefusco è preside dei licei 'Cartesio' di Triggiano.

Ha curato il volume Menti digitali. Comunicazione didattica e tecnologie per l’apprendimento (Stilo Editrice).

OPERA. La percezione attuale della crisi della scuola è palpabile; la consapevolezza dell’inefficacia di certe pratiche didattiche e di certe metodologie d’insegnamento è diffusa; il divario docente-discente è profondo: è relazionale, mentale, di linguaggio, di prospettive, di modi di essere e di vivere il presente. Nasce dal confronto tra chi è nato prima di Internet e i digital natives.  Questo libro è uno strumento di informazione e di dibattito intorno alle strategie didattiche oggi necessarie e, al tempo stesso, un tutorial, una rassegna di buone pratiche per i docenti che vogliano affrontare la sfida della scuola del XXI secolo: insegnare alle menti digitali. Che questo sia possibile è dimostrato da una ricerca-azione realizzata da un gruppo di docenti del liceo Classico, Scientifico, Linguistico ‘Cartesio’ di Triggiano (BA), coordinati e diretti dal dirigente scolastico Tommaso Montefusco.

AUTORI. Il saggio iniziale di Montefusco offre un quadro analitico della situazione attuale della scuola, tenuta a misurarsi con il linguaggio dei digital natives e con le loro modificazioni culturali e antropologiche. Seguono gli interventi di Gaetana Martinelli e di Francesco Mario Pio Damiani, che mostrano interessanti scenari tecnologici offerti dal web 2.0 e grandi opportunità didattiche; il saggio della prof.ssa Martinelli, in particolare, pone l’accento sull’utilizzo di un nuovo software di matematica (MyMathLab), un valido strumento di autoapprendimento, anche durante il lavoro domestico degli studenti. Il saggio di Damiani racconta, tra l’altro, l’esperienza d’integrazione di un alunno affetto da grave ipoacusia. Questi interventi non presentano teorie astratte, ma offrono l’esempio di una ricerca.

Qui una sua intervista sul «Corriere del Mezzogiorno».


Alessio Viola

Alessio Viola modererà la tavola rotonda 'Politica (vizi) e virtù' il 29 giugno alle 21,30.

Alessio Viola è nato a Troia nel 1952, vive a Bari, è sposato ed ha un figlio. Laureato in Storia e Filosofia, ha fatto l'operaio, l'oste, il professore. Tra i fondatori della Taverna del Maltese, non ha mai insegnato all'Università, ma ha giocato molti anni a rugby.
Ha pubblicato per Schena editore La formazione dei saperi (2006) e Nessuno è innocente (2007). Per le Edizioni della Libreria Laterza Closin' Time (2008), per Palomar Ghiaccio (2009) e per Progedit Il ricordo è un cane che ti azzanna (2010).
Giornalista, ha collaborato con «la Repubblica» di Bari ed è attualmente editorialista del «Corriere del Mezzogiorno».